CLAUDE BARTOL

CLAUDE BARTOL

UN PIZZICO D’ITALIA NEL CUORE DELLO CHAMPAGNE

A chi non piacerebbe realizzare un “suo” Champagne!? Selezionarne le uve, magari puntando su una vigna di oltre 50 anni ad un tiro di schippo dal mitico Clos du Mesnil. Deciderne la cuvée, l’epoca di sboccatura e non ultimo il dosaggio, giocando come dei bambini a fare gli Chef De Cave. Il nostro sogno è diventato realtà quando abbiamo deciso di mettere su un “nostro” marchio di Champagne. Nasce così lo Champagne Claude Bartol (registrato e depositato al Comité Champagne – MA-4417-01-28761) con l’idea di selezionare ed elaborare bollicine in terra francese, aiutati dal palato e dalla competenza di amici e colleghi giornalisti di settore.

CLAUDE BARTOL (gioco fonetico dei nostri nomi) è il marchio utilizzato ogni qual volta ci capita (non raramentre) di trovare piccole produzioni di alto valore, da “interpretare” con quel gusto tutto italiano per uno Champagne poco dosato, di spiccata sapidità e decisa tensione.

CLAUDE BARTOL a Le Mesnil-Sur-Oger

A Mesnil ci siamo imbattuti in una giovane enologa, Aurélie, appena giunta in cabina di regia dell’azienda di famiglia, i Bliard-Moriset. I Bliard-Moriset sono Récoltant-Manipulant e membri dei Vignerons Indépendants. Dispongono di 4 ettari su Mesnil, per una produzione annua di poco più di 10mila bottiglie; il cuore della vendemmia al netto della vendita di uve a prestigiose Maisons del comune. Poi arriviamo noi, folgorati dalla bellezza dei vigneti e dal valore dei vini in cantina, convinti (con un pizzico d’incoscienza) di poter interpretare al meglio lo Chardonnay di Mesnil secondo il gusto italiano più attuale. Le loro vigne (AGRICOLTURA SOSTENIBILE) hanno un timbro inconfondibile. La terra è gesso allo stato puro, profondo metri e metri, che infonde nello chardonnay, assoluto protagonista del comune, sensazioni minerali di gran fascino.
Meno opulenti di Cramant, i mosti di Mesnil puntano sull’eleganza e su una finezza che spesso sottintende grande bevibilità. Abbiamo volutamente abbassato i dosaggi, perché ci sembrava logico non “contaminare” con lo zucchero la voce del Terroir di Mesnil. Tesi e vibranti, i “nostri” Champagne si bevono d’un fiato, non senza lasciare un’ampia scia sapida sul finale di bocca. Come piacciono a noi italiani.

LE NOSTRE PROPOSTE

CUVEE ISABELLE BRUT GRAND CRU BLANC DE BLANCS  100% uve chardonnay dalle vigne di proprietà a Le Mesnil-sur-Oger. Cuvée di base con l’80% di vino dell’annata e saldo (il 20%) di Vin de Reserve frutto della vendemmia precedenti. Fermentazioni in acciaio per l’elaborazione delle basi spumante con fermentazione malolattica integralmente svolta. Sosta sui lieviti per circa 40 mesi e dosaggio finale alla sboccatura volutamente basso: 6 gr./litro (sulla carta un extra-brut) con “liqueur” preparata all’antica (zucchero e vino). Una bollicina estremamente fine e delicata preannuncia un naso con spiccate note di gesso e agrumi. Il palato è anch’esso delicato, con ingresso misurato e garbato, in progressione nel suo allungo finale, saporito e di ottimo equilibrio. Lo abbiamo pensato per un crudo di pesce, ma si presta anche come bicchiere “fuori orario”, rinfrescante e dissetante.

CUVEE VIRGINIE EXTRA BRUT GRAND CRU BLANC DE BLANCS   Di base ha le caratteristiche della versione Brut (100% chardonnay di Le Mesnil con 80% di vino dell’annata e 20% di Vin de Reserve). Ha però una sosta sui lieviti più lunga (circa 48 mesi) ed è privo di aggiunta di zucchero alla sboccatura. Anch’esso è stato vinificato in acciaio ed ha la  malolattica svolta. Uno Champagne in “edizione limitata” non essendo facile trovare e lavorare (le grandi Maisons ne sanno qualcosa) Vin Clair di perfetto equilibrio, senza ausilio della “liqueur” alla sboccatura. Nervoso e teso, il nostro Extra Brut (di fatto un Nature) piacerà a chi subisce il fascino delle bollicine acide e taglienti.

CLAUDE BARTOL a Bouzy/Ambonnay

Prendete una vecchia parcella (AGRICOLTURA SOSTENIBILE,   IN CONVERSIONE BIO), a cavallo di due mitici Grand Cru quali Bouzy (sul fianco ovest) ed Ambonnay (su quello est), piantata a pinot nero e chardonnay ed aggiungeteci una sapiente conduzione agronomica, di precisa impronta biologica. Otterrete il mix perfetto per uno Champagne capace di coniugare l’opulenza dei due Comuni di provenienza con una spina dorsale acido/sapida di assoluto rilievo.
Da sempre di proprietà dei Barbier, il piccolo appezzamento (poco più di un ettaro) vanta ceppi di oltre settant’anni. David, vignaiolo attento e scrupoloso, è solito vinificare separatamente le sue uve, viste le accentuate doti di concentrazione e maturità.

LE NOSTRE PROPOSTE

CUVEE SAMUEL EXTRA BRUT GRAND CRU  Un blend classico, che sposa alla potenza del pinot noir l’eleganza dello chardonnay. Il timbro del pinot noir è quello tipico dei due Comuni “più caldi” della Montagne de Reims, Bouzy ed Ambonnay, avvalorato da un’esposizione sud-est in piena collina. Lo chardonnay allenta la presa, distendendo la beva, altrimenti sin troppo “maschia”, e rilasciando un’ampia scia sapida sul finale di bocca. L’età della vigna fa tutto il resto. Selezione di uve scelte provenienti dalla più vecchia parcella aziendale a cavallo tra Bouzy e Ambonnay. Un blend di pinot nero (60%) e di chardonnay (40%), di solo il mosto fiore,  con il 30% di Vins de Réserve ad accompagnare il 70% del vino dall’annata 2014. Vinificazione in acciaio, malolattica svolta, sosta sui lieviti di circa 42 mesi. Alla sboccatura abbiamo aggiunto una “liqueur maison” preparata all’antica (zucchero e Vin de Reserve) per un dosaggio attorno ai 5 gr/litro circa.

CLAUDE BARTOL a Vandieres

Cosa insegnare ad un giovane enologo capace di dare una svolta ai vini di famiglia con una serie di etichette di altissimo livello? Niente. A Geoffrey Delouvin abbiamo solo fornito “l’alibi” per poter intervenire su una piccola parcella di Pinot Meunier (AGRICOLTURA SOSTENIBILE, IN CONVERSIONE BIO)  destinata allo Champagne del padre per diminuirne il dosaggio (da brut decisamente dosato ad extra brut con pochi grammi/litro) ed allungarne la sosta sui lieviti (a 45 mesi). Una vigna nel cuore di Vandieres, comune tra i più celebrati della Vallée de la Marne, da sempre consacrato al Pinot Meunier. Viti sagge con oltre mezzo secolo nelle proprie radici che affondano nelle terre marno-argillose miste a gesso delle colline sopra il paese.
Geoffrey, da qualche anno di fianco al padre nella gestione della Maison, si è subito ritagliato un suo spazio con una serie di etichette a tiratura limitata (Sauvage, Fauve, Semper Fidelis) a sua firma. Con la Cuvée George l’occasione per guadagnare ulteriore credito in azienda.

LE NOSTRE PROPOSTE

CUVEE GEORGE EXTRA BRUT GRAND CRU    Pinot Meunier in purezza, selezionato e scelto tra le parcelle di miglior esposizione e di maggior anzianità. Seguito passo passo nel suo percorso ante-sboccatura, la cuvée (blend dell’annata 2015 con un 20% di Vin de Reserve) punta decisa sulla freschezza in virtù di una malolattica non svolta ed un basso dosaggio di soli 4 gr./l. Il dosaggio e l’epoca di sboccatura sono il frutto delle nostre personali scelte dopo una serie di prove ripetute per epoca di assaggio e diversa quantità di zucchero. Perché negli Champagne Claude Bartol niente è lasciato al caso.