VOIRIN-JUMEL

VOIRIN-JUMEL  (Cramant Grand Cru – Cote des Blancs)
www.champagne-voirin-jumel.com

I MAESTRI DELLE CUVĚE

Voirin Jumel

La storia di Vorin-Jumel è simile a quella di tante altre Maisons a doppio nome. Due famiglie impegnate già nei primi anni ’40 a lavorare la terra per produrre uva.  Due giovani, Monsieur Gilles Voirin e Madame François Jumel, che convolano a nozze portando in dote le rispettive vigne di proprietà. Recoltant-Manipulant da sempre, ai primi anni ‘80 le sorti della pur sempre piccola azienda (11 ettari per circa 100mila bottiglie all’anno) passa nelle mani dei figli Alice e Patrick, quest’ultimo assieme alla moglie Valérie. A Patrick il compito di gestire le vigne distribuite in ben 12 diversi comuni, tra Côte des Blancs e Montagne de Reims: un lavoro certosino condotto con la vinificazione separata di ogni singola parcella a realizzare tanti pezzi di un puzzle da ricomporre in cantina secondo l’estro e la maestria.
Ad Alice, con grazia tutta francese e l’occhio vigile della madre ancora attiva dietro le quinte, il  compito di dar giusto risalto al lavoro del fratello. La loro deliziosa boutique-winery al civico 555 di Rue de la Libération a Cramant, con splendido panorama sui filari di chardonnay, non potrebbe essere palcoscenico migliore per assaggiare le loro cuvée.

LO STILE VOIRIN-JUMEL   (Agricoltura Sostenibile) Il segreto del successo di questa Maison è legato alle tante piccole vigne sparse in ben dodici diversi Villages dello Champagne, la quasi totalità (oltre il 70%) a Grand Cru.  Patrick, Chef de Cave con 25 anni di esperienza sulle spalle, gestisce separatamente ogni singola parcella alla ricerca poi, cuvée dopo cuvée, del miglior equilibrio. Una tecnica rigorosa e precisa di cantina, moderna e ben attrezzata, aggiunge valore a degli Champagne ricchi, sapidi e di notevole persistenza, specie per le referenze di fascia “alta” da noi selezionate.

LE NOSTRE SCELTE

viorin noir2BLANC DE NOIRS 1er CRU     100% pinot nero da un singolo vigneto in Mareuil-sur-Aÿ, acquistato dai nonni nel 1944 in cambio di un camion (!?). Cuvée realizzata con tre diverse vendemmie (annata più un 30-40% di Vin de Reserve), vinificate solo in acciaio. Malolattica svolta, sosta sui lieviti di circa 36 mesi, dosaggio leggero (zucchero 6 gr./litro) alla sboccatura.

Il commento: Uno Champagne generoso e di corpo, degna espressione di un pinot nero in purezza. A note mature di confettura e biscotto si contrappongono in bocca fresche sensazioni agrumate. Bottiglia “gourmande”, perfetta su carni bianche in intingolo

BLANC DE BLANCS GRAND CRU ZERO  100% Chardonnay proveniente dai vigneti di ben sei diversi comuni Grand Cru. La cuvée è realizzata con tre diverse vendemmie (annata più un 30-40% di Vin de Reserve), vinificate solo in acciaio a malolattica svolta. Sosta sui lieviti per circa 36 mesi. Privo di dosaggio (zucchero zero gr./litro) alla sboccatura.

Il commento: Nervoso, teso, ricco, vi si legge l’anima gessosa e minerale delle vigne della  Côte des Blancs. La scelta della versione “Brut Zéro” vuol privilegiare l’espressione pura del Blanc de Blancs Grand Cru. Rigoroso sul palato, vanta una bollicina di estrema delicatezza.

ROSÈ DE SAIGNÈE   Varie parcelle di vigneto, tutte di proprietà; due piantate a pinot nero tra Mareuil ed Ay a costituire lo scheletro (il 70% della cuvée) di questo Champagne, le restanti in Cotè des Blancs tra Cramant ed Avize, ovviamente a chardonnay (il 30% a saldo). Macerazione sulle bucce (metodo Saignée, appunto) di circa 4 ore a temperatura controllata per il pinot nero d’annata, con l’aggiunta di circa un 30% di Vin de Réserve proveniente dalle due vendemmie precedenti. Solo acciaio, malolattica svolta, 36 mesi sui lieviti, dosaggio di 6-7 gr/l.

Il commento: uno Champagne in cui la matrice del pinot nero si fa ampiamente sentire. Colore “deciso”, naso ampio sul frutto rosso, bocca vinosa e dal gusto pieno. In Francia “usa” accompagnarlo ai dessert a base di fragole e lamponi, noi lo preferiamo su delle succose salsicce alla griglia.

viorin jumel 555CUVEE 555      La voglia di Patrick di mettersi alla prova. 100% chardonnay Grand Cru, una ventina di legni piccoli (quindi una manciata di bottiglie) rimessi a nuovo da un mastro bottaio in Borgogna, uve scelte di ben 4 diverse vendemmie, malolattica svolta in parte e per concludere oltre 48 mesi sui lieviti. Basso dosaggio di zucchero (6 gr./litro) alla sboccatura.

Il commento: Potente e generoso, asseconda il piacere di chi ama lo Champagne di grande struttura con la componete del legno presente, certo, ma non invadente.  Un tripudio di spezie dolci, confettura di pesche, nocciole, miele e pasticceria. Assolutamente da provare con il foie gras. Perché “555”? Semplicemente il numero civico della Maison ove tutto ha avuto inizio.