PETIT ET BAJAN

PETIT ET BAJAN (Avize Grand Cru – Cote des Blancs)

PETIT ET BAJAN: DUE FAMIGLIE, DUE STORIE, UN SOLO GRANDE CHAMPAGNE

La storia di Veronique Bajan e di Richard Petit racconta l’unione tra le vigne di Verzenay e di Avize, luogo quest’ultimo ove i due giovani sposi mettono su casa e dove nascerà negli anni l’idea di produrre grandi Champagne. Il loro è il percorso di tante famiglie champagnotte che si fondono, ognuna portatrice in dote di Terroirs ed esperienze contadine diverse. Corre l’anno 2008 quando Veronique e Richard, nel corso di una conviviale cena estiva, ascoltano rapiti le note di degustazione di un gruppetto di quotati amici vignaioli di Borgogna, oggetto una serie di Champagne “made in Avize”. Per loro è l’illuminazione! Ogni singolo errore, difetto e mancanza di quelle bottiglie diventa monito per il loro progetto futuro: se Champagne deve essere, lo sarà ai massimi livelli, costi quel che costi. Il puzzle di parcelle fra Verzenay (Les Vinzelles, Mourmelonnes, Le Moulin e La Voie des Vaches) e Verzy dote di Veronique (il padre Jean-Pierre per 30 anni è stato il fulcro della Maison Lanson) si mixa con le vigne in Cote des Blancs di Richard a formare il loro laboratorio di ricerca e sperimentazione.
Una manciata di ettari, 3 in totale, e sole 12.000 bottiglie (tutte Grand Cru) prodotte; il resto delle uve venduto a caro prezzo a Billecart-Salmon. Meticolosi e attenti nella conservazione dell’ambiente, le vigne di Petit et Bajan sono oggi tutte certificate HVE (alto valore ambientale) e parte sono state avviate alla conversione in biologico. Non ultima, nel 2019, la ristrutturazione della cantina ad Avize quale ennesimo punto di partenza per nuove sfide.

LO STILE PETIT ET BAJAN   (AGRICOLTURA SOSTENIBILE IN CONVERSIONE BIO) Gestire un “giardino” a vigneto di soli 3 ettari in Champagne può sembrare quanto mai semplice visto che le grandi Maison ne conducono, con dinamismo e concretezza, a centinaia. Ma per Richard e Veronique è tutt’altra storia: aratura con il cavallo dei terreni per dare vitalità alle piante, selezioni parcellari maniacali, vendemmie calibrate al minuto per raccogliere uve di perfetta sintesi tra maturità ed acidità, nessun arricchimento dei mosti o altra pratica esogena, solo mosto fiore, lieviti indigeni cresciuti in Maison, affinamenti molto lunghi (al momento in acciaio), prevenzione maniacale dell’ossidazione in ogni fase della elaborazione, frequente ricerca della cuvée da singola annata (non a caso 3 delle 4 etichette prodotte sono dei Millesimati non dichiarati).

LE NOSTRE SCELTE

AMBROSIE BRUT GRAND CRU    Assemblaggio con il 70% di Chardonnay e il 30% di Pinot Noir, entrambi da vigne Grand Cru (Avize, Verzy, Verzenay). Cuvèe formate da più annate (2016-2015-2014), con un 30% di Vin de Reserve. Fermentazione malolattica svolta, sosta di oltre 36 mesi sui lieviti. Dosaggio alla sboccatura in Extra Brut (anche se definito Brut): 3 gr/l. Giudiziosa la sosta di 9 mesi post-sboccata in bottiglia prima della messa in commercio.

Il commento: luminoso e limpido al colore , gli aromi sono ben scanditi fra agrume, mela golden, fiori di tiglio. l’attacco è fresco tonico guizzante con acidità matura e integrata, carbonica fine e continua, finale lievemente contrastato fra le note sapide e le note dolci del dosaggio, sorso facile ma Champagne denso e ricco.

NYMPHEA BRUT ROSE’ GRAND CRU    Un Rosè d’assemblaggio, base Chardonnay di Avize con aggiunta di un 10 % di Pinot Noir vinificato in rosso della Montagne de Reims (verzy). Unica annata (la 2013), malolattica svolta, sosta di circa 54 mesi sui lieviti. Dosaggio alla sboccatura in Extra Brut (anche se definito Brut): 3 gr/l. Giudiziosa la sosta di 9 mesi post-sboccata in bottiglia prima della vendita.

Il commento: Un rosa nitido e luminoso dai riflessi vermiglio. Intenso e nitido al naso con ricordi di fragola, melograno e petali di rosa. Incalzante la presa in ingresso di bocca, vivida e determinata la dinamica sul palato. Vellutata la bollicina, saporito e “gourmand” il finale, asciutto e misurato. La chiusura di bocca aggiunge succosità floreale alla naturale predisposizione sapida.

NUIT BLANCHE BLANC DE BLANCS G.C.    Ovviamente un 100% chardonnay frutto delle vigne di Avize. Unica annata (la 2013) a comporre la cuvée, malolattica svolta, sosta di circa 66 mesi sui lieviti. Dosaggio come per gli altri in Extra Brut, anche se definito Brut: 3 gr/l. Giudiziosa la sosta di 9 mesi post-sboccata in bottiglia prima della vendita (sboccatura gennaio 2020).

Il commento: Il naso offre il classico caleidoscopio degli aromi dello chardonnay di Avize: fra arancia, pesca, melone bianco, mandorla fresca. In bocca l’acidità è spiccata e tagliente ma assolutamente non “verde” anzi ben integrata con la trama e il volume del vino. La bollicina è cremosa e stuzzicante, l’espansione finale, fresca e saporita, induce ad una beva compulsiva”.

OBSIDIENNE BRUT GRAND CRU     Prende forma dal Pinot Noir, in purezza, di Verzenay e Verzy lavorato in acciaio inox è anch’esso un millesimato non dichiarato (il 2014). Malolattica svolta, sosta di 60 mesi sui lieviti. Dosaggio che si ripete di tipologia in tipologia: in Extra Brut, anche se definito Brut, con 3 gr/l. Giudiziosa la sosta di 9 mesi post-sboccata in bottiglia prima della vendita (sboccatura giugno 2020).

Il commento: Il nome porterebbe a pensare ad una cuvèe “ossidativa” ma si tratta dell’esatto contrario. Il Pinot Noir delle Montagne di Reims trova qui massima esaltazione con i suoi profumi di mela renetta e susina gialla interfacciati da suggestivi richiami minerali quali roccia, gesso e acque termali. Attacco poderoso e potente, contrastato da note saline e sapide. La forza acida è perfettamente integrata in una materia di gran volume e concentrazione. Finale, “ça va sans dire”, lunghissimo e di spiccato carattere.